3° conferenza L’Etere Chimico

III conferenza tenuta da Heinz Grill il 17.11.2014 all’azienda San Michele, Conegliano

Si mostrava questa presentazione per approfondire gli eteri.

L’etere chimico

Il corpo eterico è caratterizzato da movimenti. Il movimento è sempre prima della forma, è responsabile della forma. La forma è il risultato di movimenti precedenti, è molto chiaro, come un punto, la forma ha il numero uno. Nel corpo eterico abbiamo invece il numero due, abbiamo sempre due poli, e i poli più grandi sono morire e nascita. Abbiamo i movimenti nel corpo eterico. Esso lavora sulla sostanza, la nutre e la trasforma.

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Quando vediamo un cerchio incompleto, nasce uno strano sentimento in noi. O quando in una conferenza sentiamo un relatore non finire pensieri e cominciare subito con i prossimi, risulta l’effetto in noi: manca una forza, sentiamo una carenza. Il corpo eterico vuole sempre chiudere, concludere e terminare le situazioni. Questo è importante anche per la pedagogia. Non bisogna fermarsi alla metà, senza completare le cose, perché risulta un indebolimento.

L’etere chimico è il prototipo degli eteri. È più nascosto dell’etere della luce. È una forza che si ritira e poi aumenta, di nuovo si ritira e aumenta e questo si ripete tante volte. È un continuo movimento che si può studiare con la cipolla. Nella cipolla si può osservare cerchi e un centro.

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La crescita non avviene in modo lineare. Qui si può osservare l’azione dell’etere chimico. La contrazione si verifica in un momento, nell’altro una crescita. Di solito pensiamo la crescita in modo continua. Ma non vediamo la contrazione. Prima avviene la contrazione, dopo aumenta la crescita. Questo avviene anche nella foglia, la crescita comincia con una contrazione e dopo aumenta.

Abbiamo anche nell’etere chimico il numero due. Se qualcosa vuole crescere, un’altra parte si contrae. Questo è il principio dell’etere chimico. Forze si accumulano e dopo creano un’apertura. Questa apertura nella crescita è possibile se qualcosa si ritira un po’. È come una morte. Non come una morte totale, ma in modo che qualcosa si ritira. Dopo viene creato qualcosa. La ripetizione è anche un principio del etere chimico.

Nell’etere della luce abbiamo un altro movimento. Se sono molto libero con il respiro, con il mio pensiero, con l’attività o il mio movimento, l’allungamento come caratteristica dell’etere di luce diventa possibile. È qualcosa come nel cereale, l’allungamento del cereale è dipendente anche dal cosmo, perché il cosmo crea lo spazio per questo allungamento.

Nella cipolla abbiamo un centro e dopo un nuovo anello, e di nuovo un centro e un nuovo anello. Anche nella carota si vede il centro. Più forte il centro, più forte la crescita. Così è anche in noi. Nel corpo eterico abbiamo sempre il movimento e un contro-movimento. Se siamo arrivati al punto più forte, all’altro lato comincia un altro movimento più sottile. È come una onda. Una crescita senza morire non esiste nel corpo eterico e nell’etere chimico, perché questo etere chimico crea sempre un centro e dopo aumenta differenti nuove strutture e formazioni. Il movimento e il contro-movimento sono il principio del etere chimico.

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onda e contro-onda

 

Per vedere, percepire gli eteri è il primo passo di cominciare con questi pensieri. Sono una guida della percezione. L’idea non deve essere troppo legata al corpo fisico. È necessario che cambiamo un po’ il modo di pensare, il modo della nostra forza rappresentativa e immaginativa. Rudolf Steiner ha proposto che è bene di pensare a volte all’indietro, per esempio alla sera nell’esercizio della retrospettiva sull’attività svolta durante la giornata. Si osserva il giorno a ritroso, dalla sera alla mattina. Normalmente pensiamo in modo lineare in avanti. Ma qui lasciamo le vecchie abitudini e creiamo una nuova abitudine. Con questo procedere guadagniamo una visione d’insieme e possiamo vedere i fenomeni in un nuovo senso.

Il colore dell’etere chimico è come acqua, come la rugiada del mattino. È come argenteo. Il sentimento quando vediamo la rugiada è come argenteo. La goccia si raccoglie, fa sempre una concentrazione.

La scuola steineriana a Conegliano ha in ogni dettaglio un pensiero. È un segno che rafforza l’etere di fuoco. Spesso si costruisce edifici senza pensiero. Questo si sente subito. Se qualcosa viene fatto con un’idea risulta ordine come risultato. L’ordine manca, quando non c’è un pensiero. Il pensiero è l’elemento che crea ordine. L’etere del fuoco è l’etere dell’idea, anche dell’idea realizzata e dell’ordine. La differenziazione, l’articolazione e la relazione concreta aumentano l’etere della luce. Dobbiamo per esempio differenziare la nostra lingua, il nostro linguaggio. L’etere della luce è l’etere della relazione.

Come possiamo rinforzare l’etere chimico? È l’etere della forza umana. Se la forza è buona, anche la crescita è buona. Nella natura l’acqua può promuovere l’etere chimico. Movimenti diversi possono essere creati con l’aiuto dell’acqua. Importante è che la forza dell’etere chimico vuole la concentrazione delle forze. È importante per il pensare e tutta l’attività mentale. Se esiste una buona perseveranza in un compito, nel creare una visione fino ad un punto terminale, questo è buono per l’etere chimico. Il fegato come organo principale dell’etere chimico, ha bisogno di questa forza.

Un esercizio per giudicare l’etere chimico è l’osservazione della fronte di una persona per ottenere una prima idea, di come è la condizione del fegato. Perché esiste una correlazione tra la fronte, o precisamente come ha detto Rudolf Steiner, il fiore di loto a due petali alla fronte, che si può anche denominare in modo più generale: il terzo occhio. In sanscrito si chiama ajna-cakra. Se c’è una forza nel pensiero, se è concentrato, questo è buono per l’etere chimico.

Esercizi per questo cakra sono sempre buoni per il fegato, anche per favorire un po’ un tessuto che non sia troppo morbido e non troppo duro. Se il tessuto ha troppo acqua, non abbiamo forza, e questo vale anche se è troppo rigido. Il tono del tessuto dipende anche dall’etere di luce che sempre dalla periferia crea un processo che può equilibrare il tessuto, ma nel centro in noi esiste questa accumulazione dell’etere chimico e questo è molto dipendente dalla concentrazione.

Per questo motivo è un buon aiuto di fare qualcosa con la concentrazione nella lettura o nel lavoro. Scegliere un buon pensiero, continuare a ponderare questo pensiero, di lasciare altri pensieri fuori dall’attività e di seguire questo pensiero. Perché in ogni lavoro e anche nella formazione è buono, perché crea una forza in noi.

Noi abbiamo l’attività di creare con la lettura una forza eterica, questo è possibile. Vengono favorite tutti gli eteri, ma al centro può essere l’etere chimico. Sono sempre tutti gli eteri in un’attività, ma possiamo favorire uno in particolare. Con la lettura abbiamo la parola e con la parola possiamo creare qualcosa. La parola può irradiare per conto proprio. Leggere è un’arte. C’è la possibilità di creare etere con la parola.

Prendiamo una parola di Rudolf Steiner per esempio. Il ricordo, continuare con il ricordo, con il pensiero principale, di lasciare irradiare questo pensiero come un oggetto, questo crea una forza eterica. E per questo vorremo scegliere sempre pensieri elevati, non bassi. Pensieri che possono aumentare un po’ l’anima. Per la lettura non dobbiamo voler afferrare subito la parola, non dobbiamo voler consumare troppo il pensiero con la volontà. È meglio di lasciare vivere il pensiero come un’immagine, come un oggetto.

Come agiscono gli eteri? Racconto un piccolo esempio della mia gioventù. Siamo stati in Yosemite Valley, un centro famoso dell’arrampicare negli Stati Uniti, con montagna molto alta. Siamo sfuggiti dal brutto tempo in Germania. C’era lì un tedesco che ha fatto un big wall di 900 metri che si chiama “the shield”, lo scudo, in sei giorni. Salire un big wall costa sempre molto tempo. Per noi questa via era una sfida incredibile. Abbiamo avuto un grandissimo rispetto. Per scherzo abbiamo detto sempre: “che cosa facciamo domani? Facciamo the shield!” Durante 15 giorni abbiamo fatto questi scherzi. Prima abbiamo detto: no, non sarà mai possibile, ma con gli scherzi abbiamo maturato questa idea della via, e viveva come un fantasma ed è diventata infine una parte di noi. Dopo 15 giorni abbiamo detto: “andiamo!” Siamo infine saliti questa via per noi quasi impossibile.

Il corpo eterico funziona così. All’inizio un proposito è impossibile. Ma pensiamo l’idea, pensiamo ancora l’idea, e dopo una settimana diventa già più reale. Perché il corpo eterico e in particolare l’etere chimico crea sempre questi movimenti: contrarsi, dopo crescere. In noi vive questa forza eterica. Se abbiamo l’idea, l’idea diventa parte in noi, e ad un certo punto possiamo realizzare questa idea.

Ma la cura dell’idea è importante. Dobbiamo osservare qualcosa, pensare, concentrare, e dopo diventa una parte di noi. Compiere questa attività è una creatività e questa forza aumenta l’etere chimico. È un grande valore. Ogni persona può lavorare con questa forza. Se osserviamo un movimento di un’altra persona, il corpo eterico imita, crea questo movimento, e poi diventa possibile per noi di fare questo movimento. Possiamo anche osservare persone che hanno una forma ideale, un movimento ideale, un comportamento ideale. Dopo possiamo rappresentare, ripetere, ricordare la rappresentazione della persona e la sua qualità e dopo un certo tempo diventa una parte di noi, perché il corpo eterico con la parte dell’etere chimico crea questa parte, porta la forza. All’inizio siamo forse deboli. Ma l’idea arriva e il corpo eterico dopo un certo tempo porta anche la forza. Se siamo malati, dobbiamo cominciare con un’idea, con una nuova prospettiva, con nuovi scopi, non dobbiamo disperare subito.

Portiamo questo nuovo scopo, dopo un certo tempo il corpo eterico ha accumulato l’idea e diviene possibile perché la forza a un certo punto è presente. Ma è sempre un processo, non è per caso. Se siamo malati, dopo dieci giorni sentiamo: adesso è possibile.

Ma quale processo è presente? Abbiamo lavorato, abbiamo preso, organizzato, accumulato una nuova forza. Per l’etere della luce dobbiamo dire: articolare, pensare, mettere in relazione. Per l’etere chimico possiamo dire: accumulare. Questo è già qualcosa che non possiamo fare direttamente, il corpo eterico fa automaticamente da se stesso questa accumulazione.

All’inizio è difficile sapere che cosa è un pensiero, che cosa è una concentrazione. Non è facile. Leggiamo alcuni libri, per esempio di Rudolf Steiner. Si tratta di lasciare libero il pensiero, di non prenderlo subito nell’interiore, nel corpo fisico, ma di lasciarlo vivere un po’. Con la lettura di Rudolf Steiner è molto, molto evidente, che esiste sempre qualcosa come una fiamma, l’etere vitale. La parola di lui è quasi come una fiamma. Quando lasciamo libero la parola che leggiamo, questo può condurre a che l’etere va un po’ incontro di noi. Può essere un piccolo compito per a casa, una piccola ispirazione.

So bene che gli eteri sono difficili. Se non possiamo rappresentarci tutti i concetti, non dobbiamo disperare con gli eteri, possiamo procedere lentamente, e passo per passo possiamo diventare piccoli iniziati. Queste conferenze non sono solo informazioni, vorrei anche creare alcuni passi.

 

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