Secondo Incontro Etere 15.01.2014

Il secondo incontro del corso, si è svolto a Cavedine. Il referente Heinz Grill spiegava che all’inizio è più semplice di creare l’etere del fuoco, invece di vederlo. E come si fa, quali sono i primi passi, vuole descrivere questo riassunto.

L’oggettività
Una delle prime regole fondamentali per comprendere meglio le forze eteriche é
l’oggettività. Abbiamo in noi una tentazione  che arriva dalle abitudini dell’animo, insomma dalla nostra soggettività, e questa ci impedisce di ottenere risultati oggettivi. Per questo motivo, ci può servire un esempio dell’osservazione obiettiva di un oggetto.

Abbiamo fatto una semplice osservazione degli oggetti che erano collocati sulla tavola. Il compito era di osservare questi oggetti sulla tavola. La domanda dopo l’osservazione era: quali oggetti si trovano sulla tavola? Non era semplice di elencare gli oggetti: tre mandarini, una zucca, alcune spighe di riso, una mela, una patata, fiori.

TavoloPer questa prima disciplina di osservare gli oggetti, dobbiamo creare un senso per l’osservazione oggettiva, che è una piccola sfida perché non dobbiamo ricadere in noi stessi. Si deve distinguere quello che appartiene all’oggetto da quello che appartiene a noi stessi, cioè le proprie idee che ognuno ha già degli oggetti e le emozioni. L’osservazione si orientava agli oggetti che si trovavano sul tavolo e alla loro forma, colore, contorni, composizione, quantità, ecc. Un’idea come: ‘il colore del ciclamino mi dà un’impressione di entusiasmo nell’anima’, a questo punto è già una idea soggettiva e per questa fase iniziale di osservazione concreta e semplice è troppo.

Dopo l’esercizio dell’osservazione oggettiva, ci siamo chiesti quale sentimento ha suscitato in noi. È un sentimento che ci resta dopo l’osservazione, lo possiamo descrivere per esempio come sentimento di raccoglimento e contemporaneamente in relazione con gli oggetti.

Per lo studio degli eteri è interessante di sapere che esistono due eteri superiori e due eteri inferiori. Non si può dire però che esistono eteri più sottili o più preziosi degli altri. Però gli eteri chiedono la loro giusta separazione. Quelli superiori sono quelli più cosmici, quelli inferiori si riferiscono più alla terra, al corpo fisico. Il corpo fisico, infatti, deve essere lasciato in pace. Quando si attiva invece la consapevolezza e si crea qualcosa di nuovo con la consapevolezza, risulta una separazione degli eteri: quello che appartiene alla terra, al corpo, diventa più calmo, e quello che appartiene più allo spirito, la consapevolezza e l’Io, diventa più attivo.

Abbiamo quattro eteri, in corrispondenza ai quattro elementi, e abbiamo tutti i quattro elementi anche in noi: il fuoco che è l’elemento dell’Io, la luce che è l’elemento dell’anima, l’acqua che si riferisce alle energie e infine anche i minerali in corrispondenza con il corpo fisico.

l’etere di fuoco – fuoco = Io, spirito

l’etere della luce – luce = anima, consapevolezza

l’etere chimico – acqua = Rudolf Steiner: la tipica situazione degli eteri, il corpo eterico nella somma = energia

l’etere vitale – minerali = corpo fisico

Le energie devono liberarsi. Nello yoga oggi si trova molto spesso il lavoro con le energie. Ma partendo dalla propria energia, viene causata una proiezione verso l’oggetto. Perché in realtà non si vede l’oggetto, ma le proprie energie o emozioni. È sempre una introiezione che cattura l’oggetto e non lo libera. Se invece si osserva una persona e la si lascia in pace, senza proiezione verso di lei e senza afferrarla con i sensi, il risultato è un sentimento che la persona diventa più libera.

Heinz Grill spiegava che un etere non è stabile ma è in un flusso continuo, come una fiamme. La caratteristica dell’etere è sempre il movimento che crea movimenti e contromovimenti. Se vorremmo vedere gli eteri, non possiamo descriverli come stabili. Succede in ogni momento che cambiano. Già con l’osservazione gli eteri cambiano, reagiscono subito all’osservazione.

Osservazione di una spiga di riso

reisSe si studia il procedimento dell’osservazione per la chiaroveggenza degli eteri è anche importante chiedersi, che cosa sia il fenomeno. Vorremmo infatti vedere più che solo il fenomeno fisico. Esiste anche un fenomeno metafisico? Come possiamo conseguire conoscenze del lato metafisico di un oggetto? La risposta è: è importante che l’oggetto rimane come fuori da noi. Si osserva un oggetto e non cadiamo subito in una specie di misticismo, ma lo osserviamo come oggetto concreto che è collocato fuori della nostra interiorità. Si può osservarlo con un atteggiamento di interesse: come sono le differenti forme, i colori delle diversi parti, quale materiale può essere ecc.

Come esempio abbiamo fatto un’osservazione di una spiga di riso. Scopo era, di osservare i contorni, le forme e i colori (le impressioni sensoriali dell’oggetto) e di memorizzarli in modo così esatto, che si potrebbe disegnare il riso dopo l’esercizio dalla memoria. Lo stelo del riso faceva una bella curva in basso. Come seconda fase dell’esercizio, dopo l’osservazione con il senso visivo, si chiude gli occhi o si guarda in un’altra direzione, e si ricostruisce l’oggetto (il riso) in modo esatto nella memoria.

La soggettività:
L’errore è di andare con tutti i propri sentimenti verso le cose. Questo succede se si afferra un oggetto con la volontà o con le emozioni. Con la mera emozione: “è buona la zucca!” oppure con la nostra volontà, se vogliamo subito sapere se la zucca è biologica, subito la prendiamo, la afferriamo. In realtà non la vediamo. In questo riguardo Heinz ha spiegato: “dobbiamo rinunciare un po’ a questa situazione in noi, a queste energie in noi e dobbiamo usare il nostro Io con un pensiero scelto, usando anche la nostra consapevolezza in un modo molto aperto, molto, molto sveglio.”

Il fenomeno metafisico:
Ma dove comincia la chiaroveggenza? Incomincia dove vediamo un po’ di più che solo il fenomeno fisico. Dove incomincia? È molto importante per l’insegnamento. Dove inizia localmente, in noi o fuori di noi? Sempre fuori di noi. Non in noi. Mentre in noi possiamo sentire un po’ le energie. Possiamo sentire un po’ la stabilità, ma se vediamo qualcosa in più che solo il fenomeno, la forma o il colore, la forma è metafisica. Inizia sempre nello spazio fuori da noi. Potete notare questa regola. Perché se è in noi, facciamo un errore.

La chiaroveggenza degli eteri è così che dopo questa osservazione, comincia la concentrazione in più all’oggetto. E rimaniamo sempre all’oggetto, non in noi. Questo è importante e l’etere in un momento, può essere visibile come una piccola fiamma, può essere. Ma sempre fuori da noi.

L’etere di fuoco:
Nell’incontro in dicembre c’era il tema dell’etere di fuoco, e questo etere del fuoco rappresenta sempre l’inizio. È sempre l’inizio, perché in ogni esercizio si incomincia sempre di creare qualcosa come un bel
ordine. L’ordine è una delle espressioni dell’etere di fuoco. Per ogni comunicazione, per ogni attività, si deve creare un ordine.

Un esempio pratico può spiegare meglio le forze eteriche. Che cosa porta il sangue dai piedi attraverso le vene o i vasi verso il cuore? Com’è possibile che fluisca dal basso verso l’alto, verso il cuore? Il cuore non è solo una pompa che porta in su il sangue, perché in tanti situazioni della vita, si vede anche persone che hanno un cuore forte, e si può notare, che il sangue non può risalire verso il cuore. Qual è il segreto? Sono le forze eteriche che fanno salire il sangue verso il cuore. Se mancano queste forze nel sangue o nelle gambe il flusso non circola bene.

L’etere del fuoco si raccoglie nel centro mentre con i sensi si rimane aperto. E per creare una situazione eterica o una situazione edificante per la nostra comunicazione, si deve vedere quasi sempre quattro punti. Prima con l’Io si deve vedere l’oggetto o l’altro.

         Io              cuore           Tu (oggetto)

Con un’osservazione oggettiva incominciamo e così l’oggetto viene lasciato molto libero, e dopo creiamo una situazione dove l’idea diventa più pratica, perché non vorremmo soltanto osservare gli oggetti ma vogliamo creare qualcosa con gli oggetti e andare verso la vita pratica.

Idea

          Io               Cuore            Tu (oggetto)

Pratica

È stato consigliato un compito, di creare una comunicazione che non rimane solo nel mondo delle idee e che non sia neanche solo una comunicazione per la funzionalità pratica. Per esempio può essere un onore per un produttore di un’azienda, di fornire bei prodotti, mentre per il consumatore è importante che possa comprare prodotti di qualità. Così abbiamo già un processo. C’è una persona che produce e c’è un’altra persona che riceve, adesso si può comunicare. Questo onore verso i nostri pensieri e le nostre creazioni è importante anche per la spiritualità, collega le persone se lo scopo è lo stesso, per esempio di edificare gli eteri o di produrre prodotti buoni.

Heinz e lavagnaSe manca un pensiero superiore, oltre le esigenze che ci chiede la vita quotidiana, si fa tutto troppo automaticamente, troppo inconsapevolmente e non si può creare in una continuità, una buona forza eterica, neanche verso la vita pratica. Il contadino deve per esempio seminare, ogni giorno deve fare qualcosa. Lo può fare meccanicamente. Ma adesso ha in mente l’idea di far venire sul suo campo un bel verde in primavera, un bel colore d’oro in estate. Questo sarebbe già un pensiero che contiene un ideale. Con ogni volontà pesante invece le forze eteriche diminuiscono e si aumentano con un’attività con relazione, un’attività libera, leggera.

L’opposto della creazione degli eteri sono le persone che rendono qualcosa corrotto, con menzogne e trucchi. Loro hanno imparato ad usare un po’ le energie degli altri. Perciò, se una persona vuole un’ideale, deve incominciare con tanti sacrifici, perché nel mondo esiste uno squilibrio incredibile. Persone che consumano sempre e non pensano o non hanno un’ideale, queste persone sono protette, mentre altre persone che si impegnano a realizzare un ideale sono vulnerabili. Però più si lavora con le forze eteriche, più si è protetto e anche in un momento più pesante, si può creare qualcosa.

Si deve imparare la disciplina, com’è possibile di usare la forza creatrice per aumentare le forze eteriche. Non è dipendente dalla professione, dal mestiere ma è possibile per ogni persona che vuole spiritualità. Con un Io si entra in oggettiva relazione con un Tu o con un oggetto per creare qualcosa con l’oggetto nella pratica in modo creativo con un’idea ideale possibile. Se siamo abili di aumentare così tutto il sistema eterico, siamo anche più forti per tutta l’economia. Agisce anche su tutto il sistema economico che oggigiorno soffre molto. L’uomo può creare le sue situazioni di vita in una libertà, usando la sua forza creativa. Ma se si è focalizzato troppo sul motivo dei soldi o della sopravvivenza, non c’è libertà. L’idea di aumentare gli eteri, di non sfruttare i campi per una massima raccolta, porta ad una buona qualità. L’idea di arricchire la terra tramite un’agricoltura edificante per la terra, per il grano, per il consumatore, crea un buon prodotto, che nella sostanza è più buono per l’uomo. E quando viene comunicato ai clienti, il prodotto dovrebbe diventare sempre più attraente per un cerchio più grande di persone.

 Se siamo in relazione con l’idea e se la mettiamo in pratica, se siamo orientati all’ideale per l’altro o per l’oggetto, sorge un sentimento come ordine. C’è qualcosa che è aumentato nel cuore, sentiamo l’etere del fuoco. In questo senso si può comprendere l’autorealizzazione del Sé, perché ogni persona possiede il desiderio di realizzare un’idea superiore nella pratica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...