Primo Incontro Etere 18.12.2013

Riassunto del primo incontro del corso “approfondimento delle forze eteriche”

con Heinz Grill, 18.12.2013 nella scuola Steineriana a Trento

Si è svolto il primo incontro del corso “dell’approfondimento delle forze eteriche” nell’aula della scuola Steineriana a Trento.

All’inizio Franco Pedrini ha fatto un intervento introduttivo sui quattro eteri e i punti cardinali e nell’agricoltura. Poi è intervenuto Heinz Grill sul conseguire conoscenze sugli eteri. Ha detto che c’è una differenza tra un evento informativo e un insegnamento per conseguire conoscenze profonde sugli eteri. Lo scopo di questo corso non è di ascoltare ad alcuni informazioni, ma di conoscere e aumentare gli eteri, che sono nella loro somma quattro: l’etere del fuoco, l’etere della luce, l’etere chimico e l’etere vitale.

Se si parla della conoscenza dell’etere, si dovrebbe rispettare 4 punti che possono essere fonte di errori:

  1. L’etere è soggetto ad altre leggi che la materia fisica. Conosciamo bene le leggi del mondo, della materia, ma quelli valgono per la fisicità non per l’etere. Per l’etere dobbiamo partire dalla legge del mondo vivente o del cosmo. La fisicità è visibile. L’etere no. Con l’etere non si tratta delle forze fisiche, come gravità, si tratta delle forze cosmiche, eteriche.
  2. Pensieri oggettivi invece di emozioni soggettive. Non si deve rimanere nelle emozioni soggettive, ma si tratta di un approccio in un certo modo scientifico. L’etere si trova nella natura ed è oggettivo. Il pericolo di immergere nei propri sentimenti. Osserviamo l’oggetto fuori di noi e questo processo comincia con un pensiero oggettivo e non con un’intuizione soggettiva.
  3. Rinvigorire l’anima invece di sensibilizzare i sensi fisici. Si deve rimanere cosciente che non è possibile di vedere gli eteri con gli occhi o con i sensi in generale. Non si sviluppa una sensibilità più fina con gli occhi. Non serve allenare i sensi, si deve allenare la propria consapevolezza, rinvigorire l’anima e dopo, passo per passo, si crea un senso per le leggi del mondo eterico.
  4. Non atavico. Per la nostra disciplina vogliamo imparare di usare l’Io pieno. È importante di procedere passo per passo, invece di tramandare solo informazioni.

Lo sviluppo della chiaroveggenza degli eteri comincia con l’osservazione di un oggetto. E per prima ci si pone la domanda:

Come cominciare un’osservazione?

Disegno osservatore oggetto e pensiero contrasto

Osserviamo attentamente e precisamente l’oggetto. Usiamo gli occhi per l’osservazione e questa osservazione è il primo passo. Ma non ci fermiamo con l’osservazione, perché solo un’osservazione non è sufficiente per la disciplina di vedere l’etere. Adesso dobbiamo aggiungere all’osservazione un pensiero concreto. Con un pensiero obiettivo abbiamo un filo conduttore per l’osservazione.

Dobbiamo creare un pensiero per l’oggetto (qui una mela), e dopo un certo processo, dopo alcune ripetizioni, vediamo che è possibile che partendo da questo oggetto nascano impressioni in noi, che entriamo in relazione conscia e profonda con l’oggetto. Si può anche dire, che l’oggetto irradia verso di noi. L’oggetto deve rimanere un oggetto concreto per noi. Noi siamo osservatori attenti.

L’etere del fuoco

Per sviluppare un senso per gli eteri, si deve all’inizio chiarire i diversi concetti per i differenti eteri. Per l’etere del fuoco, per esempio, si può pensare le seguenti immagini.

feueraether-tetraeder

Nell’etere di fuoco abbiamo due poli, abbiamo una periferia, un mondo esterno, un’ampiezza e all’altro lato abbiamo un centro, un’interiorità, una profondità. Abbiamo un centro e una periferia. Questo vale per gli oggetti che anche per le persone. Esiste un mondo esteriore e un mondo interiore. Con l’etere di fuoco esiste armonia tra il centro e la periferia, tra interiore e esteriore.

Questa immagine è importante per creare un senso per vedere inizialmente questo etere del fuoco. Possiamo osservare un oggetto e possiamo studiarlo con la domanda, cioè con il pensiero: Com’è la profondità e com’è l’ampiezza, la relazione verso l’esterno in questo oggetto?

Heinz Grill  ha menzionato anche altri concetti che descrivono l’etere del fuoco. Con l’etere di fuoco abbiamo per esempio spesso un certo ordine nell’espressione degli oggetti. Non sono disordinati, ma regolari e ben proporzionati. Gli oggetti con un etere di fuoco marcato esprimono anche una certa armonia. L’armonia è come una metà tra due poli estremi, come per esempio una mela dovrebbe essere né troppo dura, né troppo morbida, ma ha una consistenza giusta.

L’immagine della strutturazione dell’uomo

Si può suddividere l’uomo in tre livelli: spirito, anima e corpo. In questa immagine seguente tra l’anima e il corpo fisico è inserita la forza della vita, il corpo eterico.

Io corpo astrale corpo eterico corpo fisico Il corpo fisico ha sempre una forma determinata. Ogni pianta, animale e essere umano ha una forma.

Il corpo eterico invece non ha una forma, ma crea sempre forme, forme che però non sono stabili. È come l’acqua, è sempre in un flusso. Il corpo eterico crea sempre differenti movimenti, ma è difficile di vedere un movimento del corpo eterico, perché in un altro momento questo movimento è ad un altro posto. Sono sempre movimenti che fluiscono nel corpo eterico, si può dire che è il mondo vivente, il mondo della vita, sono le forze della vita. Si può dire che queste forze sono le energie. In sanscrito si può dire che sono le differenti energie che si chiamano “prana”

E abbiamo il corpo astrale che è un po’ difficile, perché sono i tipici esseri. Il corpo astrale deriva dalle stelle, anche dal sole e dalla luna. Si può dire che il corpo astrale è qualcosa per tutte le nostre relazioni. “Corpo astrale” è un termine tecnico per la consapevolezza dell’uomo, per i sentimenti, le relazioni, per il pensare e il volere. L’Io fa le decisioni, l’Io è un livello che crea una situazione, con l’Io possiamo vedere gli oggetti del mondo con consapevolezza, l’Io è anche capace di osservare la propria consapevolezza (corpo astrale).

L’esercizio d’anima

Alla fine dell’elaborazione di diversi concetti riguardanti l’etere del fuoco, abbiamo eseguito un esercizio dell’anima con l’osservare della sala come oggetto. Abbiamo osservato, come primo passo, con gli occhi la sala: le pareti con le due colonne al lato, il palco, il pavimento, il soffitto. Come secondo passo abbiamo chiuso gli occhi e abbiamo osservato la sala solo nella nostra memoria. Abbiamo osservato l’immagine della sala che si è impresso nel nostro ricordo. È l’immagine nella memoria che abbiamo guardato. Si può dire che in questo processo dobbiamo ricreare l’immagine della sala nella mente.

Come terzo passo abbiamo osservato di nuovo la sala con gli occhi, ma adesso con un pensiero, cioè con la domanda se si trova un centro in questa sala. Come quarto passo abbiamo di nuovo chiuso gli occhi e osservato l’immagine della sala nella memoria e anche questa volta con la domanda “Ha questa sala un centro?” Il centro non è da intendere solo in senso fisico, ma anche in un senso metafisico.

Nella quinta parte dell’esercizio il compito era, di immaginarsi nella sala un cerchio con un diametro di circa un metro e mezzo. Poi ci si dovrebbe raffigurarsi tutti gli elementi della sala come le finestre, il palco, le pareti in una proporzione matematica con il cerchio immaginario. Similmente a come lo potrebbe fare un architetto. È stato un’edificazione con pensieri realistici, in riguardo alla materia. In questo processo si crea un’idea realistica per la sala, che con l’investimenti di un po’ di soldi sarebbe anche realizzabile, non solo una fantasticheria.

Come ci sentiamo dopo l´esercizio?

Calmo, ma nonostante aperto, centrato ma in relazione con l’esterno, ordinato, vivace, armonioso.

Abbiamo osservato la camera con un pensiero. Il pensiero dell’etere del fuoco che abbiamo edificato prima è stato portato in rapport alla sala. Abbiamo creato nella stanza un centro (immaginario) e abbiamo messo in relazione a questo centro

tutti gli elementi periferici come le finestre, il soffitto ecc.

Con questo processo mentale abbiamo creato l’etere del fuoco e lo abbiamo anche sperimentato.

L’uomo ha grande capacità di osservare e creare gli eteri. In questa prima serata si poteva approfondire l’etere e conoscere la sensazione dell’etere del fuoco.

Per la prossima volta c’era la proposta di sviluppare la comprensione dell’etere della luce. Quale sensazione è connessa a questa forza cosmica?

Qui la conferenza completa

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