Terzo incontro del 19.2.2014

Riassunto del 3° e ultimo incontro sulle forze eteriche,
la ricerca e l’applicazione pratica

Primo approccio alla metologia per “vedere” l’etere della luce e l’etere del fuoco


L’uomo inizia ad usare la sua forza creatrice con gli eteri, se usa un senso dell’anima e dello spirito, se comincia con un pensiero e non distrugge qualcosa. Le forze distruttive (offese, bugie, intrighi, mobbing) incominciano dalla paura, quando non si usa la forza creatrice o se non si assume la responsabilità per le proprie azioni.

Uno degli esempi dell’ultimo incontro era la domanda del perché si fanno tanti sacrifici per realizzare cose sensate, che però spesso non portano al successo. Altri invece vanno sul campo e tutto fiorisce. Come anche nella giovinezza tante cose funzionano senza un pensiero. Perciò ci serve un’idea che ci aiuta a stabilire questa situazione. Vediamo altri campi dove la crescita funziona incredibilmente bene ma dove prevale una grande inconsapevolezza. Per questo motivo partiamo da un’idea e pensiamo a quello che è il nostro tesoro nell’anima. Lo squilibrio delle forze oscure diminuisce mentre si crea un equilibrio più stabile.

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Come possiamo curare quindi la terra e i nostri consimili? Con un Io staccato non vediamo l’altro. Nel senso materialistico, vedo solo il proprio successo, il mio vantaggio. Per esempio vedo solo una bella donna e non la persona. Vedo solo i soldi ma non vedo l’altra persona. Tante relazioni non sono create in modo giusto a causa della mancanza di un’idea e di responsabilità anche per la vita sociale. Se l’Io è molto debole, allora arrivano le tentazioni. Per esempio ho sentito alcuni giorni fa che nel mondo dell’economia esistono addirittura formazioni che, allo scopo di lucro, insegnano un metodo mandare in fallimento ditte con i loro impiegati.

 

Per un esercizio è importante scegliere un pensiero adeguato


L’idea che scegliamo agisce anche attraverso il nostro sguardo. C’è l’idea e noi possiamo guardare e guidare tutto il processo. Che cosa succede ad un certo momento? Succede qualcosa. Dall’idea si apre qualcosa. Si apre in un momento come un sigillo o può essere che si apra qualcosa come una seconda idea, una terza idea, si amplia tutto. Tutti i passi che abbiamo già ripetuto sono importanti: non dobbiamo afferrare l’oggetto, non dobbiamo proiettare sull’oggetto altri pensieri o un altra volontà. Dobbiamo lasciare l’oggetto libero e dobbiamo anche rimanere nella concentrazione e questo è un po’ difficile, perché è una disciplina che richiede pratica. Dall’idea si apre quest’oggetto. L’oggetto non si apre, ma l’idea si apre. E in un momento possiamo sentire che c’è una forza eterica. Possiamo vedere come se fosse una fiamma. In questo momento, il processo dell’osservazione si cambia o si rovescia un po’. All’inizio siamo rivolti con lo sguardo verso l’oggetto e ad un certo momento della concentrazione, con l’idea tutto va inverso. Sentiamo che c’è qualcosa che non si riflette subito. La luce va verso di noi. Non abbiamo bisogno dello sforzo, ma funziona un po’ automaticamente. I colori, le forme, agiscono su di noi senza una fatica. In questo momento sentiamo qualcosa, è interessante, è l’etere della luce. Il tipico sentimento dell’etere della luce.


Dov’è la fiamma? Esce dall’oggetto, partendo dal processo dell’osservazione con l‘idea. Ma senza un’idea, senza un pensiero, questo processo non è possibile. Può succedere per caso, ma quasi sempre inconsapevolmente, senza pensiero non avviene mediante una buona formazione. Perché se facciamo un po’ gli esercizi, non è facile, ma in un momento può succedere. Per un’esperienza breve può succedere ma per conoscere gli eteri secondo una scienza obbiettiva mancano ancora le basi.


Quest’immagine della fiamma è tipica, perché irradia come un sole. È sempre come un sole che irradia verso di noi o verso fuori. L’oggetto si apre. Questo è un tipico sentimento per gli eteri. Sentiamo che qualcosa si apre per un momento. Per gli eteri è tipico perché non si apre per cinque minuti. Solo per momenti lo sentiamo, e sentiamo che questo oggetto agisce su di noi, o verso fuori. Sentiamo che c’è qualcosa come l’etere della luce. Il processo incomincia tramite l’idea in relazione con un’ oggetto e anche con una buona visione d’insieme e dopo un po’ di concentrazione questo “sole” si aumenta. Possiamo creare anche l’etere della luce che spesso manca. Penso che se cinquanta persone creano un processo così, possono cambiare come minimo il 30% il tempo. Io sono sicuro che sarebbe possibile.


Che cosa manca oggi? Manca la forza cosmica, il calore e la luce. Manca la forza cosmica e non dobbiamo aspettare che arrivi da solo dalla natura, perché la forza esiste anche in noi e dipende anche un po’ da noi. Se ci manca il coraggio, non possiamo cogliere questa occasione. Anche in montagna conosciamo questa situazione molto bene. Se qualcosa è in disordine tra di noi, il brutto tempo arriva sicuramente. Se tutto è in un bel ordine, si è protetti. L’idea è il sole, e vuole aprire l’oggetto e vuole anche aprire la luce. La luce è quasi il rapporto fra l’oggetto e noi.

Abbiamo due parti, le forze cosmiche e le forze terrestri. I due eteri terrestri (questi sono gli eteri che corrispondono agli elementi acqua e terra: etere chimico ed etere vitale) sono più difficili da vedere che i due eteri cosmici (gli eteri che corrispondono agli elementi luce e calore: etere di luce ed etere del fuoco). Per queste forze cosmiche possiamo creare un bel senso. Incominciamo un po’ con l’etere del fuoco e quello della luce. Prendiamo un contenuto, un’idea come osservare i differenti oggetti.

 

Quale pensiero scegliamo?


La domanda non è facile all’inizio. Scegliamo come pensiero il colore degli eteri. Possiamo creare gli eteri come li vediamo. L’etere di fuoco è blu mentre l’etere della luce è azzurro. Non dobbiamo proiettare un’idea sul limone. Prima dobbiamo osservare questo limone. Poi pensiamo l’idea del blu e dell’azzurro. Quale sensazione abbiamo nell’anima? L’azzurro è più trasparente, luminoso e amplia sempre un po’ mentre l’etere del fuoco è sempre rotondo. L‘etere del fuoco è quasi un cerchio blu e crea anche un centro. Il cerchio crea questo centro.

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La linea per la durata di questo esercizio non è molto stretta, possiamo ricordare per un minuto o un mezzo minuto, come è necessario. Bisogno ripetere il ciclo con osservazione e ricordo per 3 o quattro volte. Si può anche lasciare trascorrere un po’ di tempo tra osservazione e ricordo, in modo che il metodo non diventi rigido.

 

Heinz guida un’esercizio:


Osserviamo un limone. Allo stesso tempo raffiguriamoci il colore blu e quello azzurro. Il limone è giallo, ma noi ci raffiguriamo alternatamente i colori blu e azzurro attorno la pianta. Diventiamo calmi e osserviamo. Molto rilassati. Senza sforzare ma rilassati.

(Osservazione per ca. 20 secondi)

Possiamo pensare che può essere blu o azzurro attorno o vicino a questo limone. Possiamo anche creare l’idea che il limone è abbastanza maturo, cioè chiederci se è maturo.

(di nuovo osservazione per 20 secondi ca.)

 

Adesso lasciamo un po’ lo sguardo dal limone fisico e ricordiamo solo l’immagine con l’idea del blu e dell’azzurro. Bisogna praticare più volte questa osservazione. Da tre a quattro volte. Non dobbiamo reagire subito con il corpo, per esempio come se il limone fosse acido per lo stomaco. Osserviamo solo l’oggetto molto libero, in modo che poi possa irradiare.

(Ricordo ca. 1 minuto)

 

Va bene. Osserviamo di nuovo l’oggetto. Bisogna praticare più volte questa osservazione, da tre a quattro volte. Non dobbiamo reagire subito con il corpo come se il limone fosse acido per lo stomaco. Osserviamo solo l’oggetto molto libero che può irradiare.

(Osservazione ca. 1minuto)

 

Adesso ricordiamo di nuovo bene l’oggetto. Facciamo una bella rappresentazione. Questa forza rappresentativa è importante e per l’esercizio è importantissimo. Possiamo paragonare questo blu o azzurro, se può essere molto vicino al limone, è evidente come impressione o no? Perché il colore del limone è giallo. Chi può percepire un po’ nell’anima, è solo un sentimento nell’anima.

(Ricordo ca. 30 secondi)

 

Contributo: il colore essenziale del limone mi sembra essere azzurro.

Heinz: è interessante, perché non dobbiamo seguire il colore fisico dell’oggetto. Rosso della mela, giallo del limone ecc. L’etere è sempre diverso. Sentiamo il blu, è evidente o meno? Possiamo sentire l’azzurro più o meno?

 

Contributo: Per me è più l’azzurro, perché riesco a immaginarmelo vicino il limone.

Heinz: Queste sono prime impressioni. Lasciamo il limone per ora e cominciamo di nuovo con un’arancia. Simpatia o antipatia non contano. Per questo esercizio si deve essere sempre liberi dalla nostra simpatia o antipatia. Se ad uno non piace l’arancia, non deve seguire questo sentimento. Solo l’oggetto conta.

Possiamo rappresentare un cerchio blu o azzurro attorno l’arancia. I due colori.

(Osservazione dell’arancia per ca. 1 minuto)

 

Possiamo anche avere il pensiero se è matura o meno. È quasi matura. Poi possiamo ricordare l’oggetto. Con il ricordare creiamo l’idea e l’oggetto in noi. Questo ricordare è impossibile senza la forza eterica. Dobbiamo usare le nostre forze, ricordare costa sempre un po’ di energia.

(Ricordo per 30 secondi ca.)

 

C’è una differenza tra il limone e l’arancia? Se sentiamo una piccola differenza è già molto buono per questo esercizio. Possiamo ricordare da capo con l’idea se c’è una differenza tra le due.

(Ricordo di 30 secondi ca.)

 

Terminiamo e ci chiediamo dove esiste questo oggetto durante il tempo del ricordare e anche dopo l’esercizio? In quale luogo si trova? È in noi o fuori di noi? Non deve essere in noi ma davanti a noi. Se è troppo un’unità con noi non possiamo edificare gli eteri. Il ricordare si trova nel ajna-cakra o anche nel visuddha-cakra, cioè nelle differenti zone del corpo astrale che vengono anche chiamate fiori di loto. Esiste qualcosa come un bel ricordo dove l’oggetto è sempre fuori di noi, non in noi. Agisce poi, gradualmente, anche in noi, quando il pensiero diventa sentimento. Il pensiero però è fuori da noi.

 

Ricordiamo ancora l’arancia con il pensiero come i colori blu o azzurro sono in relazione con con essa.

(ca. 30 secondi)

Andiamo avanti e ricordiamo anche il limone con lo stesso pensiero.

(30 secondi)

 

Che ne pensate, può essere anche soltanto un enigma se ci chiediamo in quale frutto c’è più un centro? Quindi più nel limone o nell’arancia?


Contributo: Per me era nel limone, c’era molto di più concentrato il calore all’interno con cerchio esterno in blu.


Heinz: Il limone è molto concentrato. C’è blu e anche azzurro. Se il limone è maturo, è un bel rimedio. Mentre a questa arancia (inteso è questa arancia particolare) manca questa concentrazione dell’etere. È anche un po’ blu o azzurro, ma non così forte come nel limone.


Vorrei dire che questi esercizi anche senza risposta o un bel risultato, sono già un bel progresso. Il segreto è che se creiamo qualcosa, un’ idea con l’osservazione insieme, agisce sempre su di noi. Agisce durante la notte. Durante la notte raggiungiamo un po’ una sensazione, un sentimento profondo. Con un’osservazione creiamo sempre un bel rapporto con l’oggetto. Questo agisce su di noi. Che cos’è un bel rapporto? Un rapporto senza conoscere l’altro, senza conoscere l’oggetto dell’osservazione, non può essere un bel rapporto. Non possiamo dire di conoscere bene il proprio marito, se la moglie non conosce nemmeno il lavoro del marito. È successo che l’ho chiesto alla moglie e non l’ha saputo. È possibile, tutto è possibile. Non sapeva qual era il suo lavoro.

 

Osservazione di una mela.


Osserviamo una mela. Il nostro vantaggio è che è molto matura. Ci poniamo la domanda, cioè scegliamo il pensiero: qual’è il colore, la forma?

(ca. 30 secondi)

Dopo ricordiamo la mela.

(30 secondi)


Possiamo osservare di nuovo.

Questa osservazione non è mai complicata. Deve essere concentrata, ma non costretta.

(30 secondi)

Di nuovo dalla memoria.

(30 secondi)

 

Spesso serve che lasciamo un po’ di tempo tra osservazione e ricordo e dopo cinque minuti possiamo ricordare di nuovo. È anche possibile. Se abbiamo avuto una bella immagine, possiamo anche ricordare bene. Se procediamo in modo troppo diretto, possiamo costringerci in questo momento. Dopo alcuni minuti diventa più leggero, libero.

Che cosa pensate della mela, anche delle forze cosmiche nella mela? Com’è una prima impressione?


Contributo: Per me la mela era quasi già troppo matura a differenza del limone, quasi trasparente.


Heinz: È interessante perché abbiamo un’immagine della maturità che è già quasi al limite. Perché abbiamo forze diverse quando una mela è stata raccolta troppo presto o se è troppo matura. Possiamo immaginare una mela che è ancora troppo verde, non ancora matura, mancano le forze cosmiche. Dobbiamo anche vedere con la nostra osservazione la differenza.

 

Contributo: A me sembrava di sentire un po’ il profumo di questa mela.


Heinz: Possiamo sentire quale profumo come idea, restiamo nell’idea. Dobbiamo restare nell’idea. Possiamo anche immaginarci di mangiare la mela, che cosa succede mangiandola. Ma solo come un’immagine, non come emozione suggestionante. Che cosa succede? In questo momento si sente un po’ questa forza degli eteri. È anche scritto nel mio libro: tagliando la mela, gli eteri cambiano. Nella mela intera le forze eteriche sono come un accumulo mentre dopo si è tagliato la mela in fettine, l’etere è più aperto, si rivolge un po’ verso fuori dalla frutta. Nel limone gli eteri sono più sotto la buccia, non sono fuori. La mela perde anche un po’ le sue forze con la maturità. Ma questa mela qui è matura quasi al limite. Con questo ricordo possiamo ritornare a casa e ricordare ancora i tre frutti. Che cosa succede nel ricordo? È interessante, l’esercizio non è quasi mai terminato.

 

Dobbiamo ricordare di nuovo. E sentiamo sempre: c’è qualcosa che non possiamo vedere, ma esiste nella nostra anima. È solo una disciplina di educare un po’ l’anima, di creare un senso per la differenziazione, per quello che può essere la forza cosmica, con azzurro e blu. Nel limone è veramente più forte, questa differenziazione possiamo sentirla.

 

Com’è il centro della mela, c’è anche il blu? Questa è solo un’immagine astratta, ma aiuta, perché il blu crea anche il centro nell’etere. Se c’è una buona forza eterica, essa crea anche questo centro.

(30 secondi di ricordo)

 

L’etere della luce


Per l’etere del fuoco abbiamo il centro e un’ampiezza. Che cosa abbiamo nell’etere della luce? Come funzionano gli eteri? Gli eteri non funzionano in modo meccanico. Funzionano sempre con movimenti e contromovimenti. Abbiamo un movimento e un contromovimento al centro. Sappiamo che i cereali sono pieni di luce. Un altra caratteristica dei cereali è anche la lunghezza dello stelo o delle ariste. La spiga è anche molto sottile, snella e si può dire che è un segno della luce, perché va in altezze incredibili, ma rimane snella. Ma snello in un movimento di crescita è una crescita incredibile. La zucca non cresce così. Ha grandi foglie vicine alla terra. I cereali crescono in una certa altezza.

 

Contributo: Il raggio della luce si espande nello spazio ed è anche molto veloce. È un analogia che non si disperde. È molto concentrata.


Heinz: Quando succede questa centratura?

Contributo: Quando cercano la luce.


Heinz: E che cos’è la luce? Quando tocchiamo la luce? Quando è possibile? Ricordiamo il nostro oggetto, l’arancia, la mela, il limone.

 

Contributo: È come un idea chiara. Se manca un idea non arriva la luce.

 

Heinz: Non arriva la luce senza idea. La luce è piena delle idee. Ma è importante l’idea. Dobbiamo anche osservare noi stessi o l’Io, che cosa può essere questo Io? C‘è un altro o c’è un oggetto per noi? Ad un certo punto troviamo un bel interesse per il nostro oggetto. Dobbiamo un po’ ricercare un po’ che cos’è il nostro oggetto. Con una bella ricerca con interesse, tocchiamo anche di più l’oggetto. Anche con un’idea. Questo processo è importantissimo proprio oggi perché crea il processo della silice anche in noi non solo al oggetto. Con la silice si può dire che c’è la luce, un processo con la pianta e la luce. La luce crea sempre una piccola morte sulla materia e edifica e differenzia subito con i cristalli una nuova materia. Le ariste sono anche come antenne per la luce. La pianta cresce anche verso la luce. Se qualcosa è così snella sentiamo subito che c’è un collegamento con la luce e anche con la silice.

 

La relazione è spesso il problema oggi. Senza relazione manca anche il processo della silice. Manca perché non si creano questi cristalli. Con questo brutto tempo e con la depressione manca questo processo della silice. È molto difficile perché se il tempo è sempre brutto creiamo una depressione. Possiamo toccare invece questo oggetto con un pensiero e in questo momento si apre un po’ questa sfera dell’etere della luce che è anche molto cristallina.

 

Contributo: Il cereale è in contatto con la luce e anche con la silice in due modalità, uno è d’inverno all’interno della terra e dopo è in primavera. Per esempio l’anno scorso è mancata la luce a maggio e questo ha causato una mancanza la forza per tutta la pianta.

 

Heinz: Anche durante tutto l’anno. Per esempio a maggio penso abbiamo la luce del cosmo, ma la domanda è la qualità. Anche la qualità di come tocchiamo con i sensi e con il pensiero il nostro oggetto. Come si edificano le forze. Perché posso toccare subito con gli occhi l’oggetto ma è senza creazione. Abbiamo sempre i due movimenti come qualcosa che va all’indietro e poi qualcosa che si apre. Mentre nella meccanica abbiamo solo una direzione. Negli eteri abbiamo sempre due direzioni. Profondità e un cerchio. Nella luce abbiamo un’ampiezza e una morte. Una concentrazione e un movimento abbiamo nell’etere vitale. Nello yoga si può praticare gli esercizi sempre con questi eteri. È molto ben visibile negli esercizi. L’etere vitale è come una fiamma in alto mentre qualcosa cade in giù. Il movimento in profondità e dall’altro lato c’è una fiamma. Sempre due movimenti che agiscono insieme. Profondità e anche qualcosa di rotondo.

 

Basi per un esercizio


Questo metodo con osservazione e ricordo con un pensiero si possono eseguire anche con differenti esercizi e oggetti e anche con una concentrazione maggiore. Un pericolo è però che si può anche confondere differenti cose. Un pensiero con un sentimento, un sentimento con la volontà, un’idea con la volontà ecc. Per questo motivo è importante che ricordiamo un po’ l’oggetto. Dov’è lo spazio dell’oggetto? Sempre fuori da noi, non deve avere troppo spazio nelle emozioni. È già quasi un po’ un’immagine metafisica. Non dobbiamo creare immagini solo dalla fantasia, fuori dalla realtà. Questa è la tentazione. La pianta è la pianta fisica. L’anima è quasi la luce per la pianta. Ma non è un’anima tipica come in noi, è quasi in un rapporto con noi. Quest’anima, la luce, educa un po’ la pianta. Ma crea una sostanza, minerali, vitamine ecc.

 

La pianta è quasi senza movimenti, non come un animale che salta e si muove. La pianta è così che reagisce con le forze eteriche. Se c’è qualcosa come un temporale o si può parlare anche di spiriti elementari che sentono subito l’atmosfera e si ritirano un po’. È interessante osservare un po’ come le piante possono quasi indicare il tempo che viene. Si può osservare per esempio il larice. Perché il larice è molto sensitivo, per esempio più di un cipresso. Si vede quasi già con gli occhi fisici come la pianta reagisce all’atmosfera. Di osservare un po’ la luce della pianta è un bel inizio. Si può anche osservare quello che fa una persona oggi, domani e dopodomani, osservandola in modo ritmico.

 

Una regola è che le forze eteriche funzionano se non le tocchiamo, se le lasciamo operare in pace. Se vorremmo aggrappare un oggetto, la forza eterica non funziona. Nello yoga abbiamo anche questi esercizi. Se faccio un esercizio in avanti, devo lasciare un po’ la schiena, se invece costringo tutti i muscoli, la posizione diventa troppo dura. Per la spiritualità è un grande errore, di pensare che se facciamo qualcosa di concreto, diventa anche materialistica. Invece non è vero. Se facciamo qualcosa con un pensiero in una buona concentrazione, senza afferrarla eccessivamente con la volontà, allora le forze si rivelano più o meno.

 

È una regola importante, non di afferrare ma di creare uno spazio più libero. Non di togliere l’aria all’altra persona, ma di dare uno spazio che aumenta anche la sua autoconsapevolezza. Le forze eteriche sono quasi intoccabili dalla volontà. È possibile e dipende dalle forze eteriche. Il principio pratico quindi è: toccare senza toccare. Educare senza costringere nella pedagogia ecc. L’importante è di aver una buona idea e con essa una buona relazione. Se invece manca, allora possiamo soltanto costringere l’altro. L’attività della volontà è,di lasciar l’oggetto a dispiegarsi ed esprimersi liberamente, senza afferrarlo o costringerlo. È difficile perché siamo abituati a pensare in un modo utilitaristico, di dover usare gli oggetti del mondo fisico per arrivare al mondo spirituale. Dobbiamo invece incominciare con un sistema, un’idea spirituale che dopo lo studio e la conoscenza possiamo praticare nel mondo fisico. A questo puno la volontà può esprimersi, nella realizzazione pratica del nesso spirituale che si ha conosciuto.Nell’esercizio vorremmo imitare un po’ quello che fanno le forze eteriche, cioè dal piano eterico. Per questo motivo abbiamo le quattro immagini seguenti.

 

– La profondità e il cerchio (etere del calore o del fuoco)

– L’ampiezza e accoglienza o anche la lunghezza e forza cristallina (etere della luce)

– Per la foglia, l’etere chimico o etere dell’acqua, abbiamo sempre questo movimento di concentrazione e fluire

– L’etere vitale con la fiamma che sale e qualcosa che va in giù

spiegazioni ulteriori qui

Come già accennato i quattro eteri possono essere rappresentati negli esercizi tratti dallo yoga e essere in relazione con gli organi del uomo. Sono quattro organi principali: il cuore, il fegato, il polmone e i reni. La struttura degli organi è in corrispondenza con il temperamento. Possiamo creare l’idea: l’etere dell’acqua è connesso con il fegato e ci sono persone caratterizzare dal fegato. L’etere della luce è collegato con i reni. Chi è un tipo dei reni e esprime qualcosa per l’ampiezza, per lo spazio? L’etere del fuoco è connesso con il cuore. Chi è una personalità caratterizzata del cuore e può creare situazioni belle per gli altri? L’etere vitale è connesso con il polmone e ci sono persone caratterizzate da un senso per l’ordine e per la terra. Gli eteri si esprimono nel carattere e nella disposizione degli organi. Per la comunicazione è possibile di creare anche un certo tipo di eteri. Un po’ la luce, un po’ la concentrazione, la coordinazione, la qualità o l’ordine che è possibile. Ogni persona ha un talento o una buona volontà, una direzione. Lasciamo l’altro libero e creiamo una forza eterica ma non dall’eredità. Sviluppiamo più i differenti aspetti, non solo uno. In generale è meglio di usare e sviluppare l’etere che prevale già.

 

Fin dove arriva la mia volontà personale e quando invece è libera?


Quest’idea è una delle più difficili. Perché quest’idea sta in un ordine con la volontà. Abbiamo sempre questa polarità. La volontà che vuole afferrare e la forza centripeta dell’idea con cui dobbiamo incominciare. È interessante di osservare la mela. Se mangiamo questa mela non dovrebbe causare un’inquietudine perché è pura. Le forze cosmiche sono già arrivate alla mela. Se non è matura, se è acida, dà sempre un po’ di inquietudine alla digestione e con ciò alla volontà. Che cosa fanno le forze eteriche in noi? Che cosa può fare un cibo con noi? Cosa fanno i differenti pensieri con noi in una conversazione? Dobbiamo mettere un’idea perché agisce sul mondo terrestre con una forza centripeta. La volontà agisce però in un altro modo. Queste due forze, quella centrifuga e quella centripeta si incontrano e il cosmo s’incontra con la terra. Così è anche sul campo. Per l’esercizio facciamo una piccola separazione per la nostra consapevolezza. È una vera separazione perché le due forze sono sempre insieme. Per trovare delle sensazioni profonde dobbiamo lasciare qualche parte e dobbiamo anche aumentare alcuni pensieri. Dà un bel ordine per l’anima. Queste forze della volontà aumentano se creiamo questo ordine.

 

Se abbiamo un bel pensiero, possiamo anche vedere che c’è una sostanza nel pensiero, una logica nella descrizione o nei contenuti, nel esercizio.

Col tempo possiamo anche sviluppare una domanda, una domanda è come un’idea. Dopodiché mettiamo la forza dello spirito e osserviamo, ci ricordiamo. Durante la notte succede che sentiamo un po’ più quello che è il risultato. La nostra mente e il nostro corpo eterico hanno bisogno delle idee e delle buone domande. Durante la notte arriva qualcosa, magari anche una buona memoria e edifica sempre un po’. Come ad esempio Steiner ha scritto sulla metamorfosi di Goethe. Succede in ogni momento questo processo. Di studiare questo processo vuol dire che usiamo le forze eteriche. Studiare è un processo, ma usiamo anche in un certo modo le forze eteriche. Si può dire che è un processo dell’ordine, di una relazione profonda. Può essere un risultato della vita sociale, come nel libro di Heinz Grill che finora è solo stato scritto in lingua tedesca e che parla delle leggi dell’anima (Wesensgeheimnis). In questo libro descrive il cuore, i reni, il polmone e il fegato. Sono quattro processi, processi con la domanda di come formare la vita sociale e pratica con le quattro forze eteriche. Per Heinz Grill è importante di trovare un senso pratico anche per la spiritualità.

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